Cara di Mineo…emblema dei diritti negati

   per-il-diritto-ai-diritti-negatiTante le inchieste giornalistiche che narrano storie di migranti e delle popolazioni che ospitano, entrambi storie di diritti negati. Sono trascorsi tre mesi dalla presentazione al sindaco di Mineo di una petizione popolare sull’accoglienza dei richiedenti asilo nel territorio della città di Capuana. Tanta mobilitazione e oltre un migliaio di sottoscrizioni per chiedere al primo cittadino d’intervenire affinché fosse pienamente rispettato il “Patto per la sicurezza”, siglato nel duemilaundici tra lo stato e il territorio, l’applicazione del protocollo “Carlo Alberto Dalla Chiesa” nella gara per l’affidamento dei servizi, al fine di prevenire infiltrazioni criminali, l’istituzione di una zona franca fiscale, così come per la vicina Lampedusa, e fondi ministeriali per indennizzare i danni subiti dagli agrumicoltori delle aree limitrofe al centro.

   Con la petizione si reclamano tempi rapidi per il riconoscimento dello status di rifugiato e, in definitiva, si boccia il “modello” rappresentato dal Cara di Mineo, chiedendo il passaggio graduale a quello ritenuto più sostenibile sul piano umano, sociale ed economico, cioè quello degli SPRAR.

   “Non vi è alcun rispetto per i millequarantotto sottoscrittori della petizione che dal ventitre gennaio scorso attendono una risposta dal sindaco Aloisi, il diritto alla partecipazione popolare è garantito per legge, così come il tempo di risposta, trenta giorni, per queste motivazioni abbiamo segnalato l’inadempienza all’assessorato regionale alle autonomie locali” dichiara Maria Agrippina Grosso, a nome dei promotori della petizione popolare.

   A rincarare la dose è Giuseppe Mistretta, già consigliere provinciale de La Destra Etnea, “La storia del Cara di Mineo è connotata da violazioni, quella del Patto per la sicurezza che prevede un’accoglienza massima per duemila migranti, a fronte degli odierni oltre quattromila, sino a quella dello stesso statuto del comune di Mineo che garantisce i tempi di risposta alle petizioni popolari” e continua ”D’altronde come poteva rispondere l’Avv. Aloisi a una petizione sul Cara, sapendo che come sindaco avrebbe dovuto pretendere il rispetto del patto per la sicurezza e, invece, come presidente del c.d.a. del consorzio calatino Terra d’Accoglienza ne ha consentito la tacita inosservanza. Sino alla recente approvazione dello schema di locazione con l’impresa Pizzarotti, proprietaria del Residence degli Aranci, col quale si prevede espressamente un canone differenziato in base al numero degli ospiti e comunque sino a quattromila unità.”

Delibera del CdA Consorzio Calatino “Terra d’Accoglienza”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...