Immigrazione a colpi di spot e sperperi

Io Pago    Il ricordo è ancora vivo quando un anno fa esplose la più furiosa delle rivolte dei migranti ospiti del Cara, ore e momenti di tensione indimenticabili per tanti di noi e come al solito c’è chi tentò di sminuire l’accaduto, accusando la messa in atto di strumentalizzazioni politiche.

Pochi giorni dopo, nella sede della provincia di Catania, fù organizzata una conferenza stampa per comunicare che, con l’approvazione della legge di stabilità, il governo nazionale aveva stanziato tre milioni al consorzio dei comuni che amministra il Cara e istituito ben due commissioni territoriali per velocizzare l’iter per il riconoscimento dello status di rifugiato che si aggiungevano a quella di Siracusa. All’epoca a darne notizia furono il sindaco di Mineo, Anna Aloisi, presidente del consorzio dei comuni, e il sottosegretario alle Politiche agricole, Giuseppe Castiglione.

«Non siamo più 5mila, ma 9mila e dobbiamo far fronte a maggiori servizi: la pulizia delle strade è più complicata, mentre la bambinopoli e la scuola vengono usate anche dai bambini e dai ragazzi del Cara. Investiremo i finanziamenti su queste cose», affermava l’Aloisi e continuava in merito alle commissioni, «Ma questa non è solo una promessa, entro una settimana verranno nominati i funzionari e si metteranno a lavoro».

            Bene, a di stanza di un anno esatto dall’annunzio, non si ha traccia ne dei servizi assicurati coi tre milioni, anzi, si apprende il progetto giace ancora presso il ministero ed è denominato “Hope”, non ha nulla a che vedere con quanto dichiarato dal sindaco Aloisi, saranno spesi in formazione, tirocini formativi, borse lavoro e incubatore d’imprese, sia per i migranti che la popolazione locale, magari si scoprirà che a realizzarlo saranno le solite cooperative sociali. A questo progetto stava forse lavorando Luca Odevaine, arrestato con l’operazione “Mafia Capitale”? Chissà se è per tale motivazione che doveva recarsi con tanto di auto a noleggio presso la caserma dell’aereonautica militare di Vizzini?

Il tempo scoprirà l’arcano!

Ancora peggio è quanto affermato dallo stesso consorzio, “Calatino Terra d’Accoglienza”, in merito alle due commissioni territoriali, non riescono a funzionare per la mancanza di locali idonei. Tant’è che stanno provvedendo all’adattamento di un immobile messo a disposizione dalla prefettura etnea.

Gli stessi vertici del consorzio dei comuni affermano che, se le commissioni fossero in condizioni di operare in maniera ottimale, il risparmio conseguito sarebbe di quattrocentomila euro mensili.  In parole povere il tempo di permanenza dei migranti non è dimunito, perchè nominate le commissioni non hanno potuto operare a regime, intanto, scorre il fiume di denaro pubblico che si alimenta di sperperi, circa trenta euro giornalieri per ogni richiedente asilo, e disagi.

            Insomma, questa è una gestione fatta di annunci e appare come monumento dello sperpero di risorse pubbliche sulla pelle dei migranti e del territorio che accoglie, ove, imprese e cittadini sono sempre più alla canna del gas.

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