Immigrazione a colpi di spot e sperperi

Io Pago    Il ricordo è ancora vivo quando un anno fa esplose la più furiosa delle rivolte dei migranti ospiti del Cara, ore e momenti di tensione indimenticabili per tanti di noi e come al solito c’è chi tentò di sminuire l’accaduto, accusando la messa in atto di strumentalizzazioni politiche.

Pochi giorni dopo, nella sede della provincia di Catania, fù organizzata una conferenza stampa per comunicare che, con l’approvazione della legge di stabilità, il governo nazionale aveva stanziato tre milioni al consorzio dei comuni che amministra il Cara e istituito ben due commissioni territoriali per velocizzare l’iter per il riconoscimento dello status di rifugiato che si aggiungevano a quella di Siracusa. All’epoca a darne notizia furono il sindaco di Mineo, Anna Aloisi, presidente del consorzio dei comuni, e il sottosegretario alle Politiche agricole, Giuseppe Castiglione.

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Allarme sicurezza nel calatino

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Pericolosa escalation di atti delinquenziali nell’ultimo periodo hanno interessato la comunità del calatino. Intimidazioni e danneggiamenti ad amministratori locali, così come accaduto ai consiglieri comunali, quelli di Palagonia e Ramacca, oppure, qualche periodo prima, al sindaco di Scordia. Non meno gravi sono i fenomeni di vandalismo e saccheggio nelle scuole pubbliche, luogo deputato all’educazione delle generazioni future e che pertanto dovrebbe essere inviolabile. Ovviamente, non potevano essere risparmiati i commercianti, furti e rapine, l’ultimo episodio a Grammichele, culminato con l’aggressione dell’esercente. Non si contano più gli assalti ai bancomat o le rapine in banca, un classico ma in forte crescita. Sempre di moda i furti di cavi di rame e guard rail, con una nuova variante, infatti, i “ladri del metallo” non risparmiano neanche il civico cimitero, come tristemente accaduto a Mineo, un luogo sacro, un tempo, ritenuto intoccabile. Non meno preoccupante, il furto di agrumi, sia per la crescente frequenza, sia perché gli agricoltori stanno provvedendo in proprio a vigilare gli agrumeti, col rischio che possa scapparci anche il morto, tutto ciò mentre a Catania e hinterland, è facile imbattersi in “venditori” di arance, offerte al pubblico a un prezzo nettamente inferiore a quello riscontrabile alla produzione.

            Ecco perché il consiglio provinciale etneo mantiene l’impegno preso nell’occasione del recente consesso comunale di Palagonia, tenutosi sull’emergenza sicurezza, a pochi giorni di distanza dall’incendio doloso che ha distrutto l’auto del presidente del consiglio della cittadina calatina, Salvo Grasso. Sottoscritto da tutti i capigruppo di palazzo Minoriti, dal presidente del consiglio e dai consiglieri provinciali del calatino, primo firmatario Giuseppe Mistretta, un ordine del giorno ad hoc. Si invita il commissario straordinario, Antonella Liotta, a rappresentare al prefetto di Catania, Francesca Cannizzo, la preoccupazione della comunità calatina per il crescendo di atti criminosi nel territorio al sud del Simeto, chiedendo la convocazione del comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico.

            Occorre un segnale forte dello stato, da cui ci si aspetta tutela nei confronti dei cittadini e dei suoi rappresentanti locali, amministratori pubblici, che devono serenamente svolgere il mandato popolare, senza timori o, peggio, condizionamenti di qualsiasi genere.

            Così come, il patrimonio pubblico e privato non può essere in balia di delinquenti senza scrupoli, soprattutto, in questo grave momento di crisi economica; se necessario, si ricorra anche all’uso dell’esercito per migliorare il controllo del territorio.

SUBITO UFFICI DI PROTEZIONE CIVILE NELLA SEDE DELLA PROVINCIA A CALTAGIRONE

Con una specifica interrogazione, il consigliere provinciale de La Destra, Giuseppe Mistretta, chiede l’istituzione di un ufficio periferico di protezione civile, ad hoc per l’area del calatino, da allocarsi presso la sede di Caltagirone, formando il personale già distaccato e con un’adeguata presenza di attrezzature e mezzi di P.C..

Già dall’anno 1997, l’allora amministrazione Musumeci, decise di istituire uffici decentrati della provincia in Caltagirone per servire l’area del calatino; estesa 1.551,820 Kmq, pari a metà dell’intera superficie geografica della provincia di Catania, comprendente quindici Comuni, con una popolazione di circa centocinquantamila abitanti.

La Provincia partecipa al servizio nazionale di P.C. offrendo supporto di uomini e mezzi alle forze agenti sul campo. Detta attività si estrinseca sia tramite operazioni dirette, quali gli interventi sul campo, sia attraverso azioni da remoto. Inoltre, rientrano tra i compiti della P.C. provinciale quelli della raccolta ed elaborazione di dati interessanti la pubblica tutela, delle attività di previsione e prevenzione, nonché della redazione e gestione del Piano Provinciale di P.C..

“Il calatino è un’area a forte rischio idrogeologico, oltre che sismico, distante dal capoluogo e difficilmente raggiungibile in tempi ragionevoli, soprattutto in condizioni d’emergenza, già esistono il loco autonome forze di protezione civile, professionali, un esempio per tutte i Vigili del Fuoco o il Corpo Forestale, e volontarie, le associazioni, anello di congiunzione mancante tra queste e i comuni è proprio il centro operativo provinciale periferico di protezione civile, insomma, si chiede una semplice rimodulazione di uomini e mezzi, nella sede esistente, cioè un’operazione organizzativa a costo zero”

LA PROVINCIA RESTAURA!

Approvata dalla giunta provinciale la delibera di concessione contributi per il restauro dei beni culturali, diversi gli interventi, trentuno restauri in tutto il territorio provinciale, esattamente si tratta di una seconda tranche di finanziamenti, la prima dello scorso aprile aveva riguardato l’Arcivescovato di Catania e la Parrocchia s. Michele di Acireale. Anche monumenti e opere d’arte del calatino oggi potranno beneficiare delle cure provinciali, sei interventi per un totale di circa cinquantamila euro, due tele della Cappella del Vescovado di Caltagirone, Statua di S. Francesco di Paola della chiesa dello Spirito Santo di Grammichele, il Tronetto ligneo per il SS. Sacramento del Museo S. Nicolò di Militello V.C., Statua del Cristo alla Colonna della basilica di S. Gregorio Magno di Vizzini, Ex Parlatorio delle Sacre Vergini del Monastero S. Maria degli Angeli e il Presepe del XVIII sec. della Parrocchia di Santa Agrippina, entrambi a Mineo.

“Non posso che ringraziare l’assessore Razza per questa che è una vera azione a tutela del patrimonio storico culturale, particolarmente lieto per l’attenzione dedicata al calatino” dichiara il consigliere provinciale del collegio Giuseppe Mistretta.