Allarme sicurezza nel calatino

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Pericolosa escalation di atti delinquenziali nell’ultimo periodo hanno interessato la comunità del calatino. Intimidazioni e danneggiamenti ad amministratori locali, così come accaduto ai consiglieri comunali, quelli di Palagonia e Ramacca, oppure, qualche periodo prima, al sindaco di Scordia. Non meno gravi sono i fenomeni di vandalismo e saccheggio nelle scuole pubbliche, luogo deputato all’educazione delle generazioni future e che pertanto dovrebbe essere inviolabile. Ovviamente, non potevano essere risparmiati i commercianti, furti e rapine, l’ultimo episodio a Grammichele, culminato con l’aggressione dell’esercente. Non si contano più gli assalti ai bancomat o le rapine in banca, un classico ma in forte crescita. Sempre di moda i furti di cavi di rame e guard rail, con una nuova variante, infatti, i “ladri del metallo” non risparmiano neanche il civico cimitero, come tristemente accaduto a Mineo, un luogo sacro, un tempo, ritenuto intoccabile. Non meno preoccupante, il furto di agrumi, sia per la crescente frequenza, sia perché gli agricoltori stanno provvedendo in proprio a vigilare gli agrumeti, col rischio che possa scapparci anche il morto, tutto ciò mentre a Catania e hinterland, è facile imbattersi in “venditori” di arance, offerte al pubblico a un prezzo nettamente inferiore a quello riscontrabile alla produzione.

            Ecco perché il consiglio provinciale etneo mantiene l’impegno preso nell’occasione del recente consesso comunale di Palagonia, tenutosi sull’emergenza sicurezza, a pochi giorni di distanza dall’incendio doloso che ha distrutto l’auto del presidente del consiglio della cittadina calatina, Salvo Grasso. Sottoscritto da tutti i capigruppo di palazzo Minoriti, dal presidente del consiglio e dai consiglieri provinciali del calatino, primo firmatario Giuseppe Mistretta, un ordine del giorno ad hoc. Si invita il commissario straordinario, Antonella Liotta, a rappresentare al prefetto di Catania, Francesca Cannizzo, la preoccupazione della comunità calatina per il crescendo di atti criminosi nel territorio al sud del Simeto, chiedendo la convocazione del comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico.

            Occorre un segnale forte dello stato, da cui ci si aspetta tutela nei confronti dei cittadini e dei suoi rappresentanti locali, amministratori pubblici, che devono serenamente svolgere il mandato popolare, senza timori o, peggio, condizionamenti di qualsiasi genere.

            Così come, il patrimonio pubblico e privato non può essere in balia di delinquenti senza scrupoli, soprattutto, in questo grave momento di crisi economica; se necessario, si ricorra anche all’uso dell’esercito per migliorare il controllo del territorio.

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