IL CALATINO BRUCIA… LA CASERMA DEI VV.F. E’ UN MIRAGGIO!

Weekend di fuoco da Mineo a Palagonia, è proprio il caso di dirlo, sembra udire le grida di disperazione dei centri calatini, al fuoco al fuoco e i soccorsi vanno in tilt. La mattina di giorno quattro agosto si sprigiona un incendio sulle pendici della cittadina di Mineo che si protrae sino a tarda sera. Intervengono solerti i volontari menenini dell’associazione di protezione civile, Iside, poi sopraggiunge la Forestale e i Vigili del Fuoco. Dopo ore, di panico e trepidazione, arriva il supporto aereo, due Canadair e un elicottero, e l’incendio è domato. Quasi in contemporanea, un altro rogo si sviluppa a Palagonia, si propaga dalle colline che sovrastano la contrada Vanchella, proprio alle spalle della “futura” caserma dei VV.F., attraversa la provinciale 132 e raggiunge alcuni magazzini per la lavorazione degli agrumi, il più danneggiato è quello di una piccola cooperativa di produttori, la Tre Fontane. I soccorsi, impegnati su altri fronti, arrivano dopo circa cinquanta minuti, il peggio è scongiurato, grazie anche ad un lavoratore stagionale della stessa cooperativa che impavido o disperato, scavalca la recinzione dal retro e attiva l’antincendio, non curante del pericolo, un bombolone di GPL, minacciato dalle fiamme e pronto a esplodere. Dopo non resta che il puzzo di bruciato e la conta dei danni, troppi per una piccola realtà che da anni e con fatica è sul mercato agrumario.

            Si questa è la cronaca quotidiana di una stagione infernale, non solo per la calura, ma, soprattutto, per i tanti incendi che hanno afflitto il calatino e nessuno affermi che trattasi di autocombustione.

           Potremmo dire, aspettiamo che ci scappi il morto, invece no, troppo tardi, è già accaduto, a Mineo lo scorso giugno, un agricoltore è stato raggiunto dalle fiamme, mentre col suo trattore cercava di arginare il fuoco.

         Queste le motivazioni che mi hanno spinto a ripresentare un’interrogazione consiliare, l’ennesima, che tenti di far luce sul cofinanziamento concesso dalla Provincia Regionale di Catania e dal Dipartimento Regionale di Protezione Civile per la conversione dell’ex mattatoio comunale di Palagonia a caserma dei VV.F. Per ciò che riguarda Palazzo Minoriti, trecentocinquantamila gli euro, concessi nel lontano duemilasei, per lavori che dovevano già concludersi al termine dello scorso anno. Oggi, torno a chiedere qual è lo stato dell’arte e, subito, una conferenza di servizi, tra Dipartimento Nazionale dei VV.F. Comune di Palagonia, Dipartimento Regionale di Protezione Civile e Provincia Regionale di Catania, con l’intento di rendere finalmente operativa la Caserma. Questo distaccamento permanente dei VV.F. è destinato, strategicamente, a servire un vasto comprensorio territoriale, in altre parole quello di Palagonia, Ramacca, Militello, Scordia, Castel di Judica, Raddusa e Mineo, quest’ultimo, come se non bastasse, è anche sede del centro C.A.R.A.

            C’è da chiedersi cosa ancora bisogna attendere o deve accadere perché si renda concreto questo presidio di civiltà che è già costato tanti soldi pubblici per la sua realizzazione, parecchi danni evitabili, alla flora e alla fauna selvatica, al patrimonio, pubblico e privato, e, purtroppo, anche in termini di vite umane.

Annunci

SUBITO UFFICI DI PROTEZIONE CIVILE NELLA SEDE DELLA PROVINCIA A CALTAGIRONE

Con una specifica interrogazione, il consigliere provinciale de La Destra, Giuseppe Mistretta, chiede l’istituzione di un ufficio periferico di protezione civile, ad hoc per l’area del calatino, da allocarsi presso la sede di Caltagirone, formando il personale già distaccato e con un’adeguata presenza di attrezzature e mezzi di P.C..

Già dall’anno 1997, l’allora amministrazione Musumeci, decise di istituire uffici decentrati della provincia in Caltagirone per servire l’area del calatino; estesa 1.551,820 Kmq, pari a metà dell’intera superficie geografica della provincia di Catania, comprendente quindici Comuni, con una popolazione di circa centocinquantamila abitanti.

La Provincia partecipa al servizio nazionale di P.C. offrendo supporto di uomini e mezzi alle forze agenti sul campo. Detta attività si estrinseca sia tramite operazioni dirette, quali gli interventi sul campo, sia attraverso azioni da remoto. Inoltre, rientrano tra i compiti della P.C. provinciale quelli della raccolta ed elaborazione di dati interessanti la pubblica tutela, delle attività di previsione e prevenzione, nonché della redazione e gestione del Piano Provinciale di P.C..

“Il calatino è un’area a forte rischio idrogeologico, oltre che sismico, distante dal capoluogo e difficilmente raggiungibile in tempi ragionevoli, soprattutto in condizioni d’emergenza, già esistono il loco autonome forze di protezione civile, professionali, un esempio per tutte i Vigili del Fuoco o il Corpo Forestale, e volontarie, le associazioni, anello di congiunzione mancante tra queste e i comuni è proprio il centro operativo provinciale periferico di protezione civile, insomma, si chiede una semplice rimodulazione di uomini e mezzi, nella sede esistente, cioè un’operazione organizzativa a costo zero”